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Intellimech cresce con approccio olistico

19/12/2016 -Intellimech cresce con approccio olistico

Il nostro impegno è sempre più orientato ad unire attività di ricerca e applicazioni concrete in collaborazione con le aziende del Consorzio e guarda ad entrambi gli ambiti che formano il concetto di meccatronica, con approccio allo stesso tempo specialistico e globale.

Con il secondo numero di Smart News Intellimech, siamo ormai giunti alla fine dell’anno, un anno che ha visto crescere le attività del Consorzio.

 Prima di tutto è da ricordare e sottolineare l’importante investimento fatto nel laboratorio presso il POINT di Dalmine.

Un investimento necessario per poter anche trasmettere alle imprese socie e non le attività del Consorzio in modo più concreto e per poter “testare” con mano le tecnologie utilizzate all’interno del Consorzio nei diversi progetti di ricerca.

Questo ha inoltre permesso sia di accrescere la visibilità del Consorzio grazie a numerose visite che vengono ospitate nel laboratorio, incontri e scambi di idee sia fra imprese consorziate e non, sia da parte di Università e centri di ricerca; altrettanto importante la possibilità di potenziare le attività dei progetti condivisi mediante lo sviluppo di dimostratori industriali ospitati nel nuovo laboratorio.

Accanto a questo significativo sviluppo, Intellimech ha potenziato anche le proprie attività di ricerca su commessa verso i consorziati e meno, segno dell’apprezzamento delle competenze che sono presenti nel Consorzio stesso.

La crescente sensibilità verso i temi della “fabbrica intelligente” e verso lo sviluppo delle tecnologie digitali sta infatti permettendo al consorzio di implementare nuovi progetti (basti pensare al tema della diagnostica che oggi rappresenta una delle attività principali di Intellimech che il consorzio ha sviluppato a partire dalle sue origini, cioè dal 2007). Ci  rimproverano a volte che, nel contesto della meccatronica, siamo poco “mecca” e molto “tronica”. Se da un lato questo è un punto “sensibile” e dove c’è sicuramente del vero, frutto soprattutto di un’evoluzione del Consorzio in questo contesto, dall’altro questo permette anche una focalizzazione in un ambito, quello “tronico” appunto, molto ampio e soggetto a forti evoluzioni tecnologiche.

Non dobbiamo però dimenticarci la componente meccanica che sviluppiamo con il nostro network universitario e di imprese esterne che ci sopportano in diverse attività progettuali.

Dopo ormai dieci anni di vita, ci sentiamo comunque di dire che stiamo arrivando a “regime” e che possiamo ora pensare di fare un passo ulteriore. I progetti hanno spesso portato soluzioni ad hoc che potrebbero essere generalizzate verso prodotti industriali. La sfida forse che ci attende è questa, cercare di rendere “prodotti” o “servizi” quelle che fino ad ora sono state “soltanto” idee di ricerca.

Il nuovo laboratorio presso il POINT universitario di Dalmine.

Un investimento importante per “testare” con mano le tecnologie utilizzate all’interno del Consorzio nei diversi progetti di ricerca.