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La digitalizzazione come leva evolutiva

05/01/2017 - La digitalizzazione come leva evolutiva

Per le PMI non è più tempo di tergiversare. Sono ormai anni che si parla costantemente di Industria 4.0, di tecnologia digitale al servizio della competitività del sistema industriale italiano, eppure, mai quanto oggi il tema diventa prioritario, effettivo, stringente. 

Il tessuto industriale della nostra Nazione si caratterizza per l’elevato numero di Piccole e Medie Imprese e la cifra è talmente alta da differenziare l’Italia da qualsiasi altro sistema manifatturiero presente in Europa. Trovarsi in una simile situazione, così anomala e contemporaneamente favorevole allo sviluppo di quelle che, da sempre, sono le nostre peculiarità (fatte di ingegno, qualità, design e performance d’alto livello), ha però portato con sé una consequenziale difficoltà nel creare un comparto  dallo sviluppo costante e organico: siamo d’altronde un Paese che si fonda sui contrasti, sulla varietà e l’ampio ventaglio di specializzazioni differenti che distinguono una regione dall’altra.

In uno scenario come quello appena descritto appare evidente la difficoltà di generare uno sviluppo che viaggi su binari alla stessa velocità di nazioni europee strutturate in maniera completamente differente rispetto alla nostra, con un elevato numero di grandi Imprese pronte a trainare l’intero settore manifatturiero avanzato (qualcuno ha detto Germania ?).

E la nostra anomalia e grande opportunità, non può che essere la molla per far scattare la consapevolezza che è giunto il momento di agire e di sfruttare tutte le opportunità della digitalizzazione, di aderire alla forma mentis della Fabbrica Intelligente. Non è un caso che l’Unione Europea abbia cominciato a spronare sempre più la creazione di Digital Innovation Hub nelle regioni europee più importanti e consacrate alla produzione manifatturiera, regioni fra le quali, la Lombardia, ricopre un ruolo da sicuro leader e protagonista.

Di cosa parliamo quando facciamo riferimento ad un Digital Innovation Hub (DIH) quindi?

Secondo Günther Oettinger, Commissario Europeo per l’economia e la società digitale, il DIH è uno strumento “… to empower any business, wherever it is located in Europe, and especially SMEs, to master its digital transition. Regions and local authorities have a key role to play in this effort, with digital research and competence centres leading the way.”

Parliamo pertanto di una grossa opportunità, che consentirà alle PMI di colmare il gap che le separa dalla nuova era digitale ed inoltre, perfettamente si sposa con le già citate caratteristiche peculiari del territorio italiano. Parliamo della creazione di punti nevralgici, vivi e pulsanti, all’interno del territorio italiano, dello sviluppo tecnologico e digitale del manifatturiero avanzato.

Un DIH, secondo la visione italiana di Fabbrica Intelligente, deve essere un contenitore di conoscenza sulle tecnologie abilitanti più avanzate e best practices: un luogo fisico e virtuale all’interno del quale collaborino e diffondano conoscenza (ad uso e consumo anche e soprattutto delle PMI) Competence Centers, associazioni territoriali ed aziende. L’idea alla base del modello DIH sta nel creare un ecosistema evolutivo organico, basato sull’attiva cooperazione fra aziende (leader di settore, ma anche PMI pronte ad affrontare la sfida della Fabbrica Intelligente), cluster regionali come AFIL (che svolgeranno un fondamentale ruolo strategico di diffusione, coinvolgimento e coordinamento delle operazioni) e Centri di competenza come Università e Istituti di Ricerca, che renderanno possibile un accesso reale alle tecnologie abilitanti: sia da un punto di vista culturale/informativo, sia da un punto di vista pratico e fattivo, mediante la concreta realizzazione di Demo Lab a completa disposizione di tutti gli stakeholder.

Preso atto del modello alla base della creazione di un DIH, diventa chiaro come una simile struttura si presti a funzionare nel modo più corretto territorio per territorio, consentendo uno sviluppo tecnologico-digitale profondamente focalizzato sui punti di forza e le peculiarità di ciascuna regione italiana.

Nell’ambito di i4ms, iniziativa del DG Connect dell’Unione Europea, sono stati lanciati i primi Digital Innovation Hub del manifatturiero, a seguito di specifici progetti che prevedono al loro interno anche la generazione di questo genere di infrastrutture a livello territoriale. AFIL, insieme al Politecnico di Milano, ha quindi avviato un processo di attuazione che consenta alle imprese del manifatturiero in Lombardia di avvantaggiarsi di tutte le risorse a disposizione di un DIH. Fedele a quella che da sempre è la sua filosofia, il cluster ha inoltre deciso di coinvolgere in modo proattivo i propri associati nella realizzazione di questo importante passo e creare quindi un nuovo Gruppo di Lavoro (GdL), espressamente incentrato sulle tematiche digitali: Il Digital and Virtual Working Group.

Questo GdL sarà infatti il vero propulsore per la creazione e lo sviluppo del primo esempio lombardo di struttura per la diffusione delle tecnologie Industry 4.0.

Partecipare al GdL Digital and Virtual diventa quindi un’occasione fondamentale di crescita e sviluppo, nonché  la possibilità di prender parte concretamente alla 4a rivoluzione industriale. Entrare a far parte del gruppo di lavoro è semplice, basta associarsi ad AFIL ed avere così accesso immediato a tutte le attività: qui, ora, subito. Non è più tempo di tergiversare.

“Il cluster ha deciso di creare un nuovo Gruppo di Lavoro incentrato sulle tematiche digitali: Il Digital and Virtual Working Group. Questo GdL sarà il primo esempio lombardo di struttura per la diffusione delle tecnologie Industry 4.0.”

Necessità e opportunità di sviluppo della Industry 4.0 stanno mettendo in evidenza tutta l’importanza di creare sinergie fra centri di competenza come Università e Istituti di Ricerca, sia da un punto di vista culturale/ informativo, sia da un punto di vista pratico e fattivo, mediante la concreta realizzazione di Demo Lab.